Operazioni sul capitale delle società: occorre semplificare

di Stefano Pozzoli
società

Uno dei temi per me meno comprensibili del TUSP, se non in una ottica di finanza pubblica (gli investimenti nel consolidato nazionale sono imputati per cassa e non per competenza, e con questo criterio pesano sul deficit pubblico) è il sostanziale sfavore con cui il D.Lgs. 175/2016 guarda a tutte le operazioni sul capitale delle società, facendo rientrare in queste anche gli aumenti di capitale in natura o in denaro.

L’articolo 8 del TUSP definisce l’iter deliberativo da seguire, che regola l’acquisto di partecipazioni in società già costituite, estende il concetto anche alla sottoscrizione di un aumento di capitale ma, a nostro giudizio, quando ciò comporti «l’acquisto da parte di un’amministrazione pubblica di partecipazioni in società già esistenti».

Viene poi precisato che queste disposizioni si applicano anche all’acquisto, da parte di pubbliche amministrazioni, di partecipazioni in società quotate, «unicamente nei casi in cui l’operazione comporti l’acquisto della qualità di socio», ovvero solo se il Comune non abbia, prima della operazione, nessuna partecipazione.

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