Accesso civico generalizzato: l’interesse pubblico quale limite primario all’applicazione dell’istituto alla luce della recente giurisprudenza amministrativa

a cura di Edoardo Rivola

Una della tematiche di maggior rilievo per gli operatori del comparto pubblico, trattate nel D.Lgs. n. 33/13 (“Decreto Trasparenza”), è quella dell’accesso civico c.d. “generalizzato” , che riguarda il riconoscimento a chiunque del “diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione…”. Una possibilità, questa, decisamente estesa sulla carta, ma che incontra, però, precisi limiti legislativi e interpretativi.

Il percorso verso la trasparenza, avviato con la normativa sull’accesso agli atti disciplinato dalla Legge n. 241/90 (art. 22 e ss.), è stato sicuramente rafforzato e arricchito dall’introduzione, mediante il D.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (cd. “Decreto Trasparenza”), per effetto anche delle modifiche apportate dal D.lgs n. 97 del 2016, dell’accesso civico generalizzato e dell’accesso civico semplice (art. 12 e ss. D.Lgs. 33/2013). Continua a leggere…

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