Aziende speciali ed aziende consortili. Attenti alle mode

di Stefano Pozzoli

Le aziende speciali sembrano tornare di moda, dopo anni di disattenzione verso questa forma di figura giuridica, forse la più prossima, per “temperamento” agli enti locali, con quanto ciò comporta in termini positivi e negativi.

L’azienda speciale, infatti, sembrava ormai soppiantata dalla più moderna forma della società di capitale e quindi destinata alla marginalità se non addirittura alla estinzione. Si ricorderanno, in proposito:

  • le modifiche inserite nell’art. 115 del Tuel dalla legge finanziaria 2002 (cfr. art. 35, c. 12, lett. d, L. 448/2001) ), che prevedevano la trasformazione in società di capitali;
  •  l’introduzione delle forme obbligatorie di gestione per i servizi di rilevanza industriale nell’art. 113, c. 5, del Tuel, nella formulazione poi abrogata nel 2010 (cfr. art. 12, c. 1, lett. a, D.P.R 168/ 2010) che escludeva il ricorso alla azienda speciale in questi tipi di servizi;
  • la sua prevista soppressione nelle prime versioni del D.Lgs. 175/2016, che ha poi segnato, al contrario, il suo sostanziale rilancio, per motivi nobili e meno nobili.

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