L’approvazione del Decreto di riordino dei servizi pubblici locali, e le coerenti attenzioni di AGCM e ANAC sul rispetto delle regole in esso contenute, hanno portato a una forte attenzione sulle procedure di affidamento e ad uno spiccato favor verso quelle concorrenziali, come impresso dalla normativa.
Del resto, la scelta discende dal PNRR ed è quindi corretto che le Istituzioni preposte vigilino con il dovuto rigore, dimostrando lo sforzo del Sistema Paese nella direzione individuata dal Legislatore.
L’impressione, però, è che sul piano effettivo, a ormai tre anni dall’entrata in vigore del Decreto, che del resto segue una pluralità di norme pro-concorrenziali via via approvate, ben poco sia stato realizzato.
I motivi sono molteplici, certo, però l’impressione è che si sottovaluti un aspetto pratico fondamentale, ovvero il fatto che il decisore politico voglia realizzare delle politiche, per il tramite di un nuovo affidamento e che quindi il fattore tempo non sia una variabile irrilevante.
Da qui la curiosità di approfondire le vicende di alcuni casi empirici, così da verificare la durata media delle procedure di gara per l’affidamento di servizi pubblici locali di una certa complessità, ed in particolare del trasporto pubblico locale.
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