Il Consiglio di Stato boccia le linee guida Anac su art. 192 codice dei contratti

di Roberto Camporesi

Il Consiglio di Stato ha emesso il parere (n. AFFARE 01073/2021) avente ad oggetto “Autorità nazionale anticorruzione  – Linee guida recanti «Indicazioni in materia di affidamenti in house di contratti aventi ad oggetto lavori, servizi o forniture disponibili sul mercato in regime di concorrenza ai sensi dell’articolo 192, comma 2, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e s.m.i.», ritenendo detto parere inopportuno e quindi rimandandolo al mittente.

Le motivazioni addotte nel parere sono estremamente interessanti e sono la conferma che per le società in house si avvia una nuova stagione, quantomeno circa il superamento di prospettati maggior anguste motivazioni da fornire per la scelta di tale  modello di gestione.

La situazione delle società in house nell’ultimo periodo e stata caratterizzata da alcune prese di posizione della magistratura amministrativa in esito alle note sentenze della corte di giustizia e corte costituzionale (Corte di giustizia – Sezione IX, ord. 6 febbraio 2020, C-89/19, C-90/19, C-91/19 – Rieco s.p.a. – Corte Costituzionale sentenza n. 100 del 2020 ) .

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