Il TUSP: è ora di una seria manutenzione

Dopo quasi 10 anni di D.Lgs. 175/2016 è chiaro che, pur apprezzandone complessivamente i contenuti, sia ragionevole pensare ad una sua revisione.

Stefano Pozzoli 1 Dicembre 2025
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Dopo quasi 10 anni di D.Lgs. 175/2016 è chiaro che, pur apprezzandone complessivamente i contenuti, sia ragionevole pensare ad una sua revisione.

Banalmente, in alcune cose è assolutamente adeguato mentre in altre, anche alla luce degli indubbi risultati ottenuti, ha bisogno di essere aggiornato.

Del resto in questo decennio il Paese è cambiato, e con esso anche le Società pubbliche. Le aziende, almeno quelle degli enti locali, si sono ridotte di numero (Per ISTAT “Nel 2022 … Si riducono del 4,7% le imprese partecipate da almeno un’amministrazione pubblica regionale o locale) e sono in corso, in ragione delle politiche di ambito e delle pressioni di mercato, forti processi di aggregazione, che interessano il Sud (si pensi a Sorical, diventato gestore unico del SII in Calabria) come al Nord, dove in alcuni casi i processi di aggregazione superano i confini degli ambiti, come in Friuli Venezia Giulia (CAFC-Hydrogea) o ne prescindono, come in Lombardia (Grupp CAP-ALA).

È giusto quindi ripensare a quello che del TUSP funziona ed a quanto va modificato e che, in certi casi, ostacola questi processi.

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