Sono queste le conclusioni ribadite dalla Corte dei conti, Sezione Regionale di Controllo per la Lombardia, con deliberazione n. 2/2024/PAR del 19 gennaio 2024, confermando una posizione ormai consolidata da parte della magistratura contabile che nega la possibilità di adeguare il compenso inizialmente fissato per l’amministrazione della società (nel caso di specie, il comune istante rappresentava l’opportunità, a partire dal 2024, di una revisione del compenso annuo, mai adeguato dal 2010, anche in relazione a ulteriori servizi affidati alla società, a un incremento del fatturato della stessa rispetto ai valori storici, oltre a un oggettivo aggravio di compiti e responsabilità).
Società a controllo pubblico: massimali ai compensi ancora fissati in proporzione rispetto ai livelli del 2013
In attesa che venga adottato il decreto ministeriale per la definizione dei massimali ai compensi per le società a controllo pubblico, continuano a valere senza possibilità di deroga le disposizioni stabilite dall’art. 4, comma 4, del d.l. n. 95 del 2012.
Leggi anche
Rifiuti urbani: ATO definiti, ma la gestione resta frammentata
Sintesi della Relazione ARERA 258/2026/I/RIF sul riordino degli assetti istituzionali locali
Stefano Pozzoli
11/08/26
Corruzione e appalti. La fotografia dell’ANAC ed una riflessione conclusiva
Turbative di gara e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio sono le contestazioni più frequ…
Stefano Pozzoli
11/08/26
Motivazioni della scelta di affidamento in house e petizioni di principio
I testi legislativi e la giurisprudenza amministrativa si sono pronunciati plurime volte sulla quest…
Federico Smerchinich
11/08/26
Incentivi tecnici e affidamenti in house: i limiti per i dipendenti comunali secondo la Corte Lombardia
Gli incentivi per funzioni tecniche previsti dal Codice dei contratti pubblici non possono essere ri…
Stefano Pozzoli
10/08/26
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento