La vera riforma sui compensi è abolire i commi del TUSP che li vincolano

stefano pozzoli 26 Maggio 2026
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In un mondo che cambia alla velocità della luce (e forse anche questo è un modo di dire oramai vecchio, visto che pare vi siano i “tachioni” che vanno ancora più veloce), chi è alla ricerca di granitiche e immutabili certezze non resta che aggrapparsi alla inutile attesa del moderno Godot dei nostri tempi.

Ci riferiamo al mai emanato regolamento dei compensi degli amministratori delle società pubbliche, che sono fermi all’80% di quanto percepito nel 2013, nonostante l’oltre 23% di inflazione cumulata ed un mercato sempre più volatile e soggetto a mille sollecitazioni ed una norma che lo richiede  e che risale al TUSP, ed anzi già previsto dalla legge di stabilità 2016 (cfr. art. 1, c. 672, l. 208/2015), e che immagina un tetto rigido ai compensi massimi per amministratori, dipendenti e membri dell’organo di controllo delle società a controllo pubblico.

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