La Delibera ANAC n. 218 del 10 giugno 2026 offre l’occasione per riflettere su alcuni profili centrali del nuovo Codice dei contratti pubblici, con specifico riferimento alla costruzione della lex specialis di gara, alla qualificazione delle stazioni appaltanti, alla nomina del RUP, all’utilizzo dei criteri ambientali minimi e al divieto di subappalto.
La vicenda esaminata riguarda una procedura aperta, gestita da una centrale unica di committenza, avente a oggetto l’affidamento triennale del servizio di igiene urbana per un Comune non qualificato, per un importo superiore a dieci milioni di euro.
ANAC non si limita a rilevare singole irregolarità formali, ma ricostruisce un quadro complessivo di criticità tale da giustificare l’invito alla stazione appaltante ad annullare in autotutela gli atti di gara.
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Gare pubbliche e limiti alla discrezionalità della stazione appaltante
Le indicazioni dell’ANAC sui requisiti di partecipazione, CAM, RUP e subappalto
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