Le indennità degli amministratori pubblici erogate in violazione dei limiti di legge: il segretario generale non ha il potere di diffidare la partecipata

La sentenza in rassegna non mette in discussione il ruolo del Segretario Generale in quanto tale, ma si esprime nel confermare la sua non competenza a diffidare la società partecipata ad assumere le decisioni di adeguamento delle indennità degli amministratori

Ulderico Izzo 9 Gennaio 2026
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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, adito da una società pluripartecipata, operante nella gestione del servizio idrico integrato, ha stabilito il principio di diritto secondo cui, in presenza di una erogazione contra legem, delle indennità spettanti agli amministratori societari, il Segretario Generale di uno degli enti partecipanti, nel caso di specie una amministrazione provinciale, non ha il potere di imporre alla società il recupero delle somme per carenza di potere (relativa).

Dalla decisione scatta una riflessione sia sull’esercizio del controllo sulla partecipata e sia sul quantum delle indennità, rispetto al quale è palese che il decreto attuativo dell’articolo 11 del TUSP sembra una chimera.

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