Con Provvedimento del 23 luglio 2026, il Garante dei dati personali ha sanzionato Tim S.p.A. per violazione della normativa in materia di protezione dei dati personali irrogando una sanzione amministrativa pari a euro 9.516.000,00.
Appare utile identificare le principali condotte che sono state considerate non conformi per poi comprendere il corretto modus operandi.
La prima criticità riguarda le procedure di acquisizione delle anagrafiche (c.d. Lead) raccolte per il tramite di agenzie digitali partner o direttamente dal sito web del Titolare.
Sul punto è stata riscontrata la totale assenza di meccanismi volti a verificare l’effettiva titolarità delle numerazioni telefoniche conferite all’interno dei form online di raccolta dati, esponendo in tal modo gli interessati al rischio di ricontatti non sollecitati.
Nonostante un’implementazione da parte della società del sistema di verifica preventiva automatizzata, basato su un’integrazione M2M con il sistema centrale TIMCO, il Garante ha ritenuto strutturalmente inidonee le misure poiché non consentivano di tutelare i soggetti le cui numerazioni vengivano inserite nei form a loro insaputa.
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Sanzione da 9 milioni di euro a TIM S.p.A. per violazione del GDPR: insegnamenti da trarre
Con Provvedimento del 23 luglio 2026, il Garante dei dati personali ha sanzionato Tim S.p.A. per violazione della normativa in materia di protezione dei dati personali irrogando una sanzione amministrativa pari a euro 9.516.000,00.
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